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San Marco e l’acqua alta

Una parte di San Marco è più bassa della piazza che le sta davanti, e il mare entra. Le maree del 2018 e del 2019 hanno impregnato di sale i suoi marmi e sono arrivate fino alla cripta; da allora in piazza è sorta una barriera di vetro, il retro è stato impermeabilizzato e il nartece restaurato. Ecco che cosa hanno pubblicato i custodi della Basilica sull’acqua, e che cosa cambia per la visita.

Parte del pavimento a intarsio marmoreo: una stella di triangoli di pietre colorate
Foto: Prof. Mortel, CC BY 2.0

Perché il mare entra

Il nartece, l’atrio che si attraversa per primo, ha il pavimento più basso di piazza San Marco: è uno dei primi punti raggiunti dalla marea. Dietro la chiesa, su rio della Canonica, il terreno è così basso che, scriveva la Procuratoria nel 2025, l’acqua marina entrava nei sotterranei appena la marea superava i 70 centimetri, e arrivava fino alla cripta.

Il danno non è solo l’acqua che si vede. L’acqua salata risale per capillarità nei mattoni e nei marmi; asciugandosi, i sali cristallizzano e poi si sciolgono di nuovo, a cicli, disgregando il materiale dall’interno. Ogni marea, spiegava la Procuratoria, allarga le vie da cui entrerà la successiva.

Il 2018 e il 2019

Il 29 ottobre 2018 una marea eccezionale per durata e livello allagò la Basilica, e altre seguirono nei giorni successivi. La Procuratoria scrisse che aveva spinto l’acqua salata più in alto che mai nelle murature e bagnato strutture raramente raggiunte. Stimò in circa 2,7 milioni di euro i primi interventi urgenti, si disse pronta a spenderne circa 700.000 con fondi propri e chiese al Governo italiano i restanti 2 milioni.

Il peggio arrivò con l’acqua granda del 2019: l’acqua entrò nella cripta dalle finestre. Il nartece fu una delle parti più danneggiate e richiese un intervento lungo e delicato per eliminare i sali; i lavori, finanziati dal Ministero della Cultura, secondo la Procuratoria nel marzo 2025 si sarebbero conclusi entro l’anno.

Le difese

  • La barriera di vetro. Una barriera di vetro in piazza San Marco protegge ora la facciata e il fianco della Basilica dalle alte maree. Nel febbraio 2025 la Procuratoria, il Provveditorato alle Opere Pubbliche e il Consorzio Venezia Nuova hanno firmato una convenzione per la sua gestione.
  • Il retro. Nell’aprile 2025 la Procuratoria ha concluso oltre un anno di lavori, finanziati con fondi propri, per impermeabilizzare i sotterranei della Basilica e del Palazzo Patriarcale sul lato di rio della Canonica, con paratie interne e infissi stagni. Lo ha definito il tassello che completa la protezione di tutta la Basilica.

Restauri e lavori

Altri cantieri annunciati dalla Procuratoria:

  • Le coperture. Il restauro delle falde di copertura è iniziato nel gennaio 2025.
  • L’ascensore del Campanile. Il Campanile ha riaperto il 3 marzo 2025 dopo la revisione dell’ascensore, con la sostituzione dell’argano di oltre settant’anni, e la pulizia dei bronzi e delle campane.
  • L’Ateneo San Basso. Il piccolo edificio accanto alla Basilica, in Piazzetta dei Leoncini, viene riqualificato per accogliere l’infopoint e lo shop, che lasceranno il nartece, liberato da ogni manufatto. La Procuratoria ne prevedeva dapprima l’apertura nel 2026; nel luglio 2026 la stampa locale ha annunciato la fine dei lavori per il luglio 2027, e il Primo Procuratore ha precisato che l’Ateneo offrirà informazioni e aiuto ma non una biglietteria, perché i biglietti resteranno solo online. Il deposito bagagli gratuito che c’era ha chiuso nel dicembre 2023: vedete zaini e regole di accesso.

Visitare con l’alta marea

Il regolamento di accesso prevede che, quando l’acqua alta raggiunge il nartece, la Procuratoria predisponga percorsi alternativi, segnalati e presidiati, e chiede ai visitatori di seguire le passerelle e le indicazioni dei custodi. Il resto della visita è in visitare la Basilica.

Chi si prende cura della Basilica

La Procuratoria di San Marco è la fabbriceria della Basilica Cattedrale: l’ente a cui competono tutela, manutenzione e restauro della Basilica, del Campanile e delle altre pertinenze. Il nome le fu attribuito con Regio Decreto del 9 luglio 1931, in ricordo dei procuratori di San Marco, una delle più importanti magistrature della Serenissima (la pagina sulla storia ne spiega il ruolo). È governata dal Consiglio di Procuratoria, formato da sette procuratori che eleggono il presidente, il Primo Procuratore; nel 2018 si presentava come nominata dal Ministro dell’Interno secondo i trattati tra Stato e Chiesa cattolica.

Il Consiglio nomina il Proto di San Marco, ingegnere o architetto che dirige i servizi tecnici e le maestranze della Basilica, in conformità alle esigenze del culto. Dal 2005 la Procuratoria fa parte dell’Associazione delle Fabbricerie Italiane, che riunisce i principali enti che gestiscono le cattedrali.

Domande frequenti

La Basilica di San Marco si allaga?

È successo. Il pavimento del nartece è più basso di piazza San Marco, e le maree eccezionali del 29 ottobre 2018 e del 2019 lo hanno invaso; nel 2019 l’acqua è entrata nella cripta dalle finestre.

Oggi la Basilica è protetta?

Una barriera di vetro in piazza San Marco protegge la facciata e il fianco, e nell’aprile 2025 la Procuratoria ha completato l’impermeabilizzazione dei sotterranei sul lato di rio della Canonica. L’ha descritta come il tassello che completa la protezione di tutta la Basilica.

Si può visitare con l’acqua alta?

Il regolamento di accesso prevede che, quando l’acqua raggiunge il nartece, la Procuratoria predisponga percorsi alternativi segnalati e presidiati; si seguono le passerelle e i custodi.

Chi si prende cura della Basilica di San Marco?

La Procuratoria di San Marco, l’ente a cui competono tutela, manutenzione e restauro della Basilica, del Campanile e delle altre pertinenze. I lavori tecnici sono diretti dal Proto di San Marco, un ingegnere o architetto.

Ultima verifica: 1 ottobre 2026