La storia della Basilica di San Marco
Qui sono sorte tre chiese. La prima fu costruita per il corpo di san Marco, portato da Alessandria nell’829; l’attuale fu consacrata nel 1094. Questa è la storia della Basilica come la racconta la Basilica stessa, con le parole della sua cronologia.

La Basilica anno per anno
829
Trasporto del corpo di San Marco da Alessandria d’Egitto a Venezia (Doge Giustiniano Partecipazio)
832
Consacrazione della prima chiesa di San Marco (doge Giovanni Partecipazio)
976–978
Incendio della chiesa per la rivolta contro il doge Candiano IV e sua ricostruzione sotto il Doge Orseolo I il Santo
1063
Inizio della ricostruzione dell’attuale chiesa (doge Domenico Contarini)
1071–1084
Inizio della decorazione a mosaico (Doge Domenico Selvo)
1094
Consacrazione della chiesa (Doge Vitale Falier)
1204
Quarta Crociata e trasporto in basilica di marmi e di opere d’arte portate a Venezia a seguito della conquista di Costantinopoli (quattro cavalli, icona della Madonna Nicopeia, smalti della pala d’Oro, reliquiari, croci, calici, patene, oggi nel tesoro: Doge Enrico Dandolo)
1265
Mosaico di Sant’Alipio con documentazione dell’esterno della basilica
1343–1354
Costruzione del Battistero e della Cappella di Sant’Isidoro (doge Andrea Dandolo)
1394
Costruzione dell’iconostasi e delle sculture che la decorano di Jacobello e Pier Paolo dalle Masegne
Fine del XIV – inizio del XV secolo
Decorazione gotica della facciata con cuspidi, edicole, sculture di angeli e di santi
1419
Incendio sulla parte anteriore del tetto della basilica
Prima metà del XV secolo
Intervento di artisti toscani (Maestro Nicolò e Pietro Lamberti e forse Jacopo della Quercia) nelle sculture della facciata: artisti fiorentini nei mosaici della basilica (Paolo Uccello è documentato nel 1425
Metà del XV secolo
Ornamento musivo della Cappella dei Mascoli
1486
Costruzione della Sacrestia a fianco dell’abside (a cui segue la ricostruzione della chiesetta di San Teodoro a opera di Giorgio Spavento, proto della basilica)
1496
Documentazione dell’esterno della basilica nel quadro di Gentile Bellini: Processione della reliquia in Piazza San Marco
1504–1521
Costruzione della Cappella Zen nel braccio destro dell’atrio, costruzione che ha otturato il solenne portale d’ingresso verso la laguna
1529
Intervento del Sansovino per il consolidamento delle mura e delle cupole della chiesa
1617
Sistemazione dell’altare della Nicopeia e dell’altare del Santissimo Sacramento (a sinistra e a destra dell’altare maggiore)
1797
Caduta della Repubblica
1807
La Basilica diviene sede del patriarca di Venezia, fino allora a San Pietro a Castello
I dogi e la Basilica
| Date | Doge | Nella storia della Basilica |
|---|---|---|
| 827–829 | Giustiniano Partecipazio (or Particiaco) | Accoglie il corpo di San Marco a Venezia e decide la costruzione della prima chiesa |
| 829–836 | Giustiniano Partecipazio (or Particiaco) | Fa costruire la prima San Marco |
| 959–976 | Pietro Candiano IV | Muore in una congiura di popolo. La chiesa di San Marco viene distrutta dall’incendio appiccato a Palazzo Ducale |
| 1043–1071 | Domenico Contarini | Fa progettare la terza grande San Marco su modello dell’Apostoleion |
| 1071–1084 | Domenico Selvo | È incoronato Doge in San Marco “nondum perfecta”. Sotto il suo dogado i primi mosaici |
| 1084–1096 | Vitale Falier | Consacra la chiesa (1094) e depone definitivamente in cripta il corpo di San Marco. È sepolto in atrio |
| † 1101 | Felicita Michiel | È sepolta in atrio |
| 1102–1118 | Ordelaffo Falier | Ordina a Bisanzio la prima pala d’oro |
| 1192–1205 | Enrico Dandolo | Il Doge della IV Crociata e conquista di Costantinopoli |
| 1205–1229 | Pietro Ziani | Allestisce la nuova Pala d’Oro con l’aggiunta superiore, bottino di Costantinopoli |
| 1249–1253 | Marino Morosini | È sepolto in atrio |
| 1312–1329 | Giovanni Soranzo | È sepolto in Battistero |
| 1339–1343 | Bartolomeo Gradenigo | È sepolto in atrio |
| 1343–1354 | Andrea Dandolo | A lui si devono il battistero, la cappella di Sant’Isidoro, la nuova e definitiva disposizione degli smalti della pala d’oro. È sepolto in battistero |
| 1423–1457 | Francesco Foscari | A lui si deve la cappella nova della Madonna o dei Mascoli |
| 1462–1471 | Cristoforo Moro | A lui si devono gli altarini rinascimentali di San Clemente, di San Paolo e di San Giacomo |
| 1486–1501 | Agostino Barbarigo | Sotto il suo dogado Giorgio Spavento realizzò la nuova sacrestia e la chiesetta di San Teodoro |
| 1523–1539 | Andrea Gritti | Committente degli interventi di ristrutturazione del presbiterio operati da Jacopo Sansovino |
| 1631–1646 | Francesco Erizzo | Il suo cuore è sepolto in un’urna sotto il pavimento del presbiterio |
Cronologia essenziale · I Dogi e la Basilica
Ultima verifica: 30 settembre 2026
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Tre chiese
La prima chiesa di San Marco fu costruita per custodire una reliquia. Nell’829 il corpo di san Marco evangelista arrivò a Venezia da Alessandria, sotto il doge Giustiniano Partecipazio, che decise di costruirgli una chiesa. (La pagina della Basilica dedicata a san Marco data l’arrivo al 31 gennaio 828; la cronologia indica l’829.) Le pagine della Basilica descrivono questa prima chiesa in due modi, e li riportiamo entrambi: la cronologia la dice consacrata nell’832 sotto il doge Giovanni Partecipazio, mentre la pagina sui dogi ne attribuisce la costruzione a Giustiniano Partecipazio e la data all’829-836.
Quella chiesa bruciò nel 976, nella rivolta in cui fu ucciso il doge Pietro Candiano IV, quando il fuoco appiccato a Palazzo Ducale si estese anche a lei. Fu ricostruita sotto il doge Orseolo I, detto il Santo.
La chiesa che visitate è la terza. Il doge Domenico Contarini la fece progettare sul modello dell’Apostoleion, la chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli, e la ricostruzione cominciò nel 1063. Il suo successore, Domenico Selvo, fu incoronato in una chiesa ancora nondum perfecta, non ancora finita, e i primi mosaici risalgono al suo dogado. Il doge Vitale Falier la consacrò nel 1094 e depose il corpo di san Marco nella cripta.
La cappella della Repubblica
Finché durò la Repubblica, San Marco appartenne al doge, non a un vescovo. Per circa mille anni ha svolto le funzioni di cappella ducale. Domenico Selvo vi fu incoronato, diversi dogi sono sepolti nell’atrio e nel Battistero, e uno dopo l’altro la arricchirono: la Pala d’Oro ordinata a Bisanzio da Ordelaffo Falier, ampliata da Pietro Ziani con le spoglie di Costantinopoli e sistemata definitivamente da Andrea Dandolo; la cappella dei Mascoli di Francesco Foscari; il presbiterio del Sansovino per Andrea Gritti.
La Repubblica cadde nel 1797. Dieci anni dopo, nel 1807, la Basilica divenne sede del patriarca di Venezia, e la cattedrale lasciò San Pietro di Castello.
Chiesa di Stato
Il doge non solo possedeva la chiesa: la governava. Ne nominava il capo, il primicerio, con l’autorità di un vescovo, e la chiesa era affidata ai procuratori di San Marco. Ogni doge appena eletto veniva presentato al popolo e acclamato in Basilica, dal pulpito di destra a lui riservato, prima di uscire in piazza.
Fu il teatro dei grandi momenti della Repubblica. Vi si benedicevano i soldati prima della guerra e vi si presentavano le bandiere tolte al nemico. Nel 1177 la Basilica vide la pace di Venezia tra papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa, le massime autorità d’Europa, alla presenza del doge Sebastiano Ziani; i loro nomi sono incisi nel pavimento dell’atrio. Nel 1201 il doge Enrico Dandolo vi radunò i crociati prima della partenza. Nel 1377, con i genovesi alle porte, il popolo portò Vettor Pisani in San Marco perché il doge gli affidasse la difesa. E durante le pestilenze il Senato vi pronunciò i suoi voti: nel 1576 per costruire il Redentore, nel 1630 per costruire la Salute.
Anche mercanti e marinai le portavano doni preziosi dai loro viaggi, per mantenere grande e ricco il monumento che rappresentava la grandezza di Venezia.
Bisanzio e la quarta crociata
Nell’arte come in tutto il resto, dice la Basilica, Venezia nacque bizantina e tale rimase per secoli. Tra il IX e il XIV secolo i suoi commerci e la sua politica guardavano a Oriente, a Costantinopoli, da dove chiamava artisti per realizzare opere e mosaici alla maniera bizantina. Dal XII secolo il mondo arabo e islamico divenne una seconda fonte di forme.
La quarta crociata è chiamata a volte la crociata dei veneziani. Bandita da papa Innocenzo III contro il sultano d’Egitto, fu trasformata da Venezia in un’impresa propria. Venezia non aveva dimenticato il 1171, quando l’imperatore Manuele aveva fatto arrestare e uccidere diecimila veneziani a Costantinopoli. I crociati si radunarono a Venezia nel 1202; nell’aprile 1203, nonostante le scomuniche del papa, presero Costantinopoli per rimettere sul trono il giovane Alessio, poi ucciso in una rivolta; nel 1204 la presero di nuovo, questa volta per sé. Su proposta del vecchio doge Enrico Dandolo l’impero fu spartito tra i vincitori e fu fondato un Impero latino, di cui a Venezia toccò «una quarta parte e mezza». Il bottino (oro, marmi, opere d’arte, i quattro cavalli) è ancora nella Basilica, nel Tesoro e nel Museo.
Dopo la Repubblica
Il 12 maggio 1797 la Serenissima cadde davanti alle truppe di Napoleone. Il Tesoro fu saccheggiato per pagare i francesi, i cavalli furono portati a Parigi, e nel 1807, per volontà di Napoleone, la cattedrale passò da San Pietro di Castello a San Marco, che cessò di essere la cappella del doge e divenne la cattedrale della città.
Il vescovo di Venezia porta il titolo di patriarca perché la sede è ritenuta di fondazione apostolica: secondo una tradizione antichissima, san Marco, discepolo e interprete di Pietro, evangelizzò il Veneto prima ancora che Venezia esistesse. Nel Novecento tre patriarchi di Venezia furono eletti papa: Giuseppe Sarto, Pio X; Angelo Giuseppe Roncalli, Giovanni XXIII; e Albino Luciani, Giovanni Paolo I.
Domande frequenti
Che cos’è la pace di Venezia?
L’incontro in Basilica, nel 1177, tra papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa, alla presenza del doge Sebastiano Ziani. I loro nomi sono incisi nel pavimento di marmo dell’atrio.
Quali patriarchi di Venezia sono diventati papa?
Tre nel Novecento: Giuseppe Sarto (Pio X), Angelo Giuseppe Roncalli (Giovanni XXIII) e Albino Luciani (Giovanni Paolo I).
Quanti anni ha la Basilica di San Marco?
La chiesa attuale fu consacrata nel 1094, dopo una ricostruzione iniziata nel 1063. Una chiesa di San Marco sorge qui da quando fu consacrata la prima, nell’832.
Da dove vengono i quattro cavalli?
Da Costantinopoli. La cronologia della Basilica li elenca, con l’icona della Madonna Nicopeia e gli smalti della Pala d’Oro, tra le opere portate a Venezia dopo la conquista della città nella quarta crociata, nel 1204.
Chi progettò la chiesa attuale?
La Basilica nomina il doge e non un architetto: Domenico Contarini la fece progettare sul modello dell’Apostoleion, la chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli.
Perché la porta verso la laguna è chiusa?
La cappella Zen, costruita tra il 1504 e il 1521 nel braccio destro dell’atrio, chiuse quello che era stato l’ingresso solenne dalla laguna.
Ultima verifica: 30 settembre 2026