Il Museo e i cavalli di San Marco
Guida indipendente — non è il sito ufficiale della Basilica di San Marco. Biglietteria ufficiale: tickets.basilicasanmarco.it
Sopra il nartece, in sale che comprendono l’antico salone dei banchetti del doge, si trova il Museo di San Marco. La sua opera principale è la Quadriga, i quattro cavalli di bronzo dorato che hanno ornato la facciata per più di cinque secoli; la sua porta si apre sulla Loggia dei Cavalli, la terrazza su piazza San Marco.
In breve
- Da vedere
- i quattro cavalli originali in bronzo dorato, all’interno dal 1982
- Terrazza
- la Loggia dei Cavalli, sopra piazza San Marco
- Apertura
- 16 maggio 1927
- Biglietto
- Basilica e Museo, 20,00 €

La Quadriga
È l’unica quadriga a tutto tondo giunta a noi dalla statuaria antica. Fu fusa a cera persa, con il metodo detto indiretto, in una lega ricchissima di rame (tra il 96,67 % e il 98,35 %), adatta alla doratura a mercurio. Le rigature della superficie forse furono fatte apposta, per attenuare il riflesso del sole.
La datazione resta aperta. La Basilica espone il dibattito senza chiuderlo: alcuni studiosi propendono per l’età imperiale romana, tra la seconda metà del II e l’inizio del III secolo d.C.; le datazioni antiche andavano dal IV secolo a.C. al IV d.C.; l’analisi al carbonio 14 rimanda all’inizio del II secolo a.C.
Il viaggio. I cavalli verrebbero dall’ippodromo di Costantinopoli, inviati a Venezia dal doge Enrico Dandolo come bottino della quarta crociata, nel 1204. Furono probabilmente issati sulla facciata sotto il doge Ranieri Zeno (1253-1268), con un doppio significato: politico, come eredi del potere imperiale di Bisanzio, e religioso, come Quadriga Domini, la Parola diffusa dai quattro evangelisti. Il mosaico di Sant’Alipio, del 1265 circa, li mostra già al loro posto.
Petrarca fu il primo a interrogarsi sulla loro origine. Il Rinascimento li attribuì a Fidia, Prassitele e Lisippo; nel Settecento Winckelmann avanzò l’ipotesi che fossero romani e non greci, e il dibattito non si è mai chiuso.
Nel dicembre 1797 lasciarono la facciata per la prima volta in oltre cinque secoli, portati a Parigi da Napoleone per coronare l’arco del Carrousel. Dopo la sua caduta Antonio Canova fu incaricato del loro ritorno, e il 13 dicembre 1815, davanti a Francesco I d’Austria, tornarono a San Marco, danneggiati, restaurati prima all’Arsenale. Altre due volte, durante le due guerre mondiali, furono calati per metterli al riparo. Gli studi tecnici degli anni Sessanta li trovarono in cattivo stato; lasciarono la loggia nel 1977 e, dopo il restauro, sono nel Museo dal 1982, sostituiti all’esterno da copie in bronzo.
Le altre opere del Museo
- La pala feriale di Paolo Veneziano, del 1345, la tavola dipinta che copriva la Pala d’Oro nei giorni ordinari.
- Arazzi: fiamminghi del Quattrocento, dal lascito del cardinale Zen; quattro arazzi quattrocenteschi della Passione; quattro arazzi medicei del Cinquecento con storie di san Marco.
- Tappeti persiani del Seicento, paliotti dogali e sette graduali miniati del Quattro e Cinquecento.
- Frammenti di mosaico staccati nei restauri dell’Ottocento, esposti nelle loro vecchie casse, e una Madonna del latte dipinta tra Due e Trecento.
- La Madonna in terracotta dorata del Sansovino, dalla Loggetta del Campanile, polverizzata nel crollo del 1902 e pazientemente ricomposta.
Che cosa raccontano i visitatori: le gallerie del Museo sopra il nartece portano molto più vicino ai mosaici del pavimento della chiesa, e alcuni segnalano che l’esposizione del piano inferiore, raggiungibile da una scala sul lato opposto alla sala dei cavalli, sfugge facilmente.
Un museo nato in un secolo
L’idea fu di Pietro Saccardo, fabbriciere dal 1861 e proto di San Marco dal 1887, che voleva salvare «i preziosi arazzi, i tappeti, i merletti» ammassati nei sottotetti della sacrestia. Il suo museo sopra il nartece non fu mai inaugurato ufficialmente. Il crollo del Campanile nel 1902 e poi la Prima guerra mondiale fermarono i lavori, e fu Luigi Marangoni ad aprire il Museo al pubblico il 16 maggio 1927. Chiuso nel giugno 1940, con le opere al riparo a Carceri, riaprì il 13 aprile 1946; un nuovo allestimento fu inaugurato l’8 dicembre 1961, e quello attuale (quasi mille metri quadrati sopra i lati sud, ovest e nord del nartece) l’8 ottobre 2003.
La Loggia dei Cavalli
Il Museo si apre sulla terrazza dove stavano i cavalli, con le copie accanto a voi e piazza San Marco sotto. Il regolamento chiede che i bambini fino a 12 anni siano tenuti per mano e che i passeggini siano chiusi.
Visite guidate che valgono la spesa
Scelte per ciò che aggiungono al semplice biglietto: una guida, la cripta, orari in cui la Basilica è chiusa. Quasi tutte sono organizzate da agenzie, non dalla Basilica.
Palazzo Ducale leggendario di Venezia e San Marco con accesso esclusivo
★ 4,7 · 6049 recensioni su Viator
I due monumenti in due ore; le opzioni da tre ore aggiungono la balconata della Basilica sulla piazza.
- 2 h
- Non rimborsabile
da 71 €
Vedi su Viator
Prezzi e valutazioni di Viator, verificati il 1 ottobre 2026. Cambiano: vale il prezzo indicato su Viator. Link di affiliazione: se prenotate tramite questi link, Viator riconosce una commissione a questo sito, senza costi in più per voi. Non decide quali visite compaiono qui.
Domande frequenti
I cavalli sulla facciata sono quelli veri?
No. Gli originali sono rimasti sulla loggia fino al 1977; dopo il restauro sono stati portati all’interno del Museo nel 1982, e all’esterno li sostituiscono copie in bronzo.
Quanti anni hanno i cavalli di San Marco?
Nessuno lo sa con certezza. La Basilica ricorda che alcuni studiosi li collocano tra la seconda metà del II e l’inizio del III secolo d.C., che le datazioni antiche andavano dal IV secolo a.C. al IV d.C., e che l’analisi al carbonio 14 rimanda all’inizio del II secolo a.C.
Da dove vengono i cavalli?
Si ritiene dall’ippodromo di Costantinopoli, inviati a Venezia dal doge Enrico Dandolo come bottino della quarta crociata.
Come si visita il Museo?
Con il biglietto Basilica e Museo (20,00 €) o con il completo. La domenica mattina, quando la chiesa è chiusa per le funzioni, il Museo vende un biglietto proprio a 14,00 €. Ci sono ascensore e montascale.
Ultima verifica: 30 settembre 2026