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L’arte della Basilica di San Marco

Pochi edifici custodiscono tanta arte di tante epoche e provenienze. Una parte fu fatta per San Marco; molto vi fu portato, soprattutto da Costantinopoli, e inserito in un insieme che la Basilica stessa chiama un curioso miscuglio di trofei. Ecco una guida a tutto questo, parte per parte.

Particolare della Pala d’Oro: figure a smalto in piedi sotto archi dorati incastonati di perle e pietre colorate
Foto: Prof. Mortel, CC BY 2.0

Una chiesa fatta di altri luoghi

La pagina che la Basilica dedica alla sua scultura comincia con un confronto. Le cattedrali francesi del XII e XIII secolo, dice, hanno ancora più scultura figurativa di San Marco, ma quasi tutta fu fatta per l’edificio in cui si trova. A San Marco questo vale solo per una parte. Il resto fu raccolto altrove e collocato dentro o fuori la chiesa, fino a fondersi in quello che la Basilica chiama un curioso miscuglio di trofei, la cui unità si coglie con i sensi e l’immaginazione più che con la logica.

Lo spiegano due storie. La prima è il legame di Venezia con l’Oriente: dal IX secolo la città commerciava, trattava e cercava i suoi modelli verso Costantinopoli, da dove chiamava artisti per riprodurre opere e mosaici bizantini. La seconda è la quarta crociata del 1204, quando i veneziani presero Costantinopoli e portarono a casa oro, marmi e opere d’arte, tra cui i quattro cavalli. Molto di quel bottino è ancora nella Basilica e nel suo Museo.

Le fotografie della facciata e dei mosaici sono nella galleria, e un percorso nell’interno in cosa vedere dentro.

Le parti dell’edificio

  • I mosaici: la cupoletta della Creazione nell’atrio e le cupole dei Profeti, dell’Ascensione e della Pentecoste, lette in ordine, con nove secoli di restauri.
  • La Pala d’Oro: la pala d’oro dietro l’altare maggiore, circa 250 smalti e 1.927 pietre preziose, che la Basilica presenta come l’unica grande opera di oreficeria gotica al mondo giunta intatta.
  • Il Tesoro: 283 pezzi realizzati in oltre duemila anni, dalle lampade di cristallo di rocca a forma di pesce ai calici degli imperatori bizantini e alla brocca di un califfo.
  • Il Museo e i cavalli: le sale sopra il nartece, la quadriga di bronzo dorato e la terrazza della Loggia dei Cavalli.
  • Le facciate: tre fronti rivestiti di marmo dopo il 1204, il mosaico del Giudizio universale sopra il portale maggiore, gli archi dei mesi, delle virtù e dei mestieri veneziani.
  • La scultura: l’iconostasi dei dalle Masegne, le colonne scolpite del ciborio, gli altari rinascimentali di Antonio Rizzo e i bronzi del Sansovino.
  • Le cappelle e il Battistero: i mosaici di san Giovanni Battista, di Sant’Isidoro e della Madonna dei Mascoli.

Il mosaico

Il mosaico è l’arte che fa San Marco. La cronologia della Basilica ne fissa l’inizio al dogado di Domenico Selvo, 1071-1084, e vi si lavorava ancora quattro secoli dopo, quando intervennero artisti fiorentini (Paolo Uccello è documentato nel 1425) e quando fu decorata la cappella dei Mascoli, a metà del Quattrocento. Le cupole e l’atrio sono letti scena per scena nella pagina dei mosaici, e le cappelle nella loro pagina.

Domande frequenti

Perché San Marco sembra bizantina?

Perché lo era Venezia. La storia della Basilica dice che nell’arte, come in tutto il resto, Venezia nacque bizantina e tale rimase per secoli: commerci, politica e artisti guardavano a Costantinopoli, da dove si chiamavano maestri per fare mosaici alla maniera bizantina.

Quante colonne ha San Marco?

Più di 500, con altrettanti capitelli, in gran parte bizantini, dal VI all’XI secolo, e molti portati da Costantinopoli.

Dove sono i cavalli di bronzo originali?

Nel Museo di San Marco. Sono rimasti sulla facciata fino al 1977, sono stati portati all’interno dopo il restauro nel 1982, e quelli sulla loggia oggi sono copie in bronzo.

Ultima verifica: 30 settembre 2026